Collocamento pubblico

La funzione di mediazione tra domanda e offerta di lavoro è stata nel nostro paese tradizionalmente assegnata allo Stato (legge 264/49) con l'intento di assicurare una equa ripartizione delle occasioni di lavoro. A questa funzione era preposto il meccanismo della chiamata numerica amministrato dagli uffici di collocamento. In base a questo meccanismo chi era in cerca di lavoro era tenuto a iscriversi in apposite liste di disoccupazione ordinate secondo una graduatoria che teneva conto della qualifica professionale, dell'anzianità di iscrizione e di altri fattori legati essenzialmente al carico familiare e alla situazione economica e patrimoniale. I datori di lavoro che intendevano effettuare delle assunzioni erano dal canto loro tenuti a segnalare agli uffici di collocamento il numero e la qualifica dei lavoratori che intendevano assumere. Questi provvedevano poi ad avviare d'ufficio i lavoratori richiesti in base alla posizione in graduatoria. Il meccanismo della chiamata numerica nel corso degli anni e col cambiamento delle condizioni generali del mercato del lavoro è stato progressivamente sostituito dalla chiamata nominativa, in base alla quale il datore di lavoro può scegliere in assoluta libertà i lavoratori da assumere dandone semplice comunicazione agli uffici di collocamento. La liberalizzazione delle procedure di assunzione va di pari passo con un grande tentativo di riforma degli uffici di collocamento. Questi, che oggi si chiamano centri per l'impiego, sono passati dall'amministrazione statale a quella regionale e provinciale. Venuta meno la funzione amministrativa di garanti dell'imparzialità sono in procinto di specializzarsi in erogatori di servizi tesi a favorire l'incontro tra domanda ed offerta, a contrastare la disoccupazione di lunga durata, a favorire l'inserimento e il reinserimento lavorativo, a fornire orientamento e consulenza a datori e lavoratori. In questa loro nuova funzione di servizio si trovano affiancati e in competizione con operatori privati la cui attività è stata nel frattempo adeguatamente regolamentata dal legislatore.

In sintesi, se si fa eccezione per alcune ristrette fasce per le quali è rimasto in vigore il meccanismo dell'avviamento al lavoro d'ufficio - essenzialmente: categorie protette e basse qualifiche nella pubblica amministrazione), chi oggi si rivolge ai centri per l'impiego attestando la propria condizione di disoccupazione non lo fa per accumulare punteggio in graduatoria e rimanere in attesa che "venga il suo turno", ma per ricevere servizi utili a facilitare l'inserimento o il reinserimento lavorativo, tra i quali la più recente normativa (dlgs 181/2000) comprende colloqui di orientamento e proposte di adesione a iniziative di inserimento lavorativo, formazione, riqualificazione professionale. Non è esclusa ovviamente la possibilità che il centro per l'impiego rivolga ai propri iscritti delle vere e proprie offerte di lavoro formulate da aziende o dalle agenzie di lavoro interinale. Tuttavia queste offerte di lavoro sono sempre più destinate a privilegiare l'elemento della professionalità rispetto a quello della posizione in graduatoria.

Il dizionario del Lavoro

Molti termini vengono usati di continuo, ma ne conosciamo il significato ?

Ecco alcuni dei termini del mondo del lavoro più comuni

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